Le piante forniscono al paesaggista un repertorio illimitato di forme e ritmi che permette di arricchire enormemente l’esperienza progettuale. La natura, nella sua complessità, mostra il modo in cui i diversi sistemi lavorano: i sassi, la terra, hanno una sorprendente potenza strutturale che completa e unisce il territorio rendendolo giardino attraverso una forte tensione formale. Mentre l’acqua insegna a riconoscere i principi con cui si sviluppa e rinforza la vita. La luce e l’ombra offrono una esperienza emotiva dello spazio tanto quanto i percorsi che, come prima esperienza tattile, trasmettono l’interpretazione sentimentale del luogo.