Villa Amagioia – Il Giardino di Paolo – Varignana

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Quando ti chiama qualcuno per cui hai già realizzato un progetto faraonico, che ha venduto, e te ne chiede uno nuovo e debutta dicendoti che questa volta non bisogna esagerare, ma solo ideare un luogo semplice e sereno dove passare giornate gioiose in giardino, bisogna imparare a diffidare.

Soprattutto se il tuo interlocutore è una persona vulcanica e colta come Paolo. Ne ero consapevole ma non ho potuto fare a meno di buttarmi a capofitto in questa nuova avventura che mi ha portato a due risultati inaspettati. Innanzitutto, il rapporto con il mio committente si è trasformato in una sincera amicizia, e inoltre, ho progettato per lui il giardino più complesso e più ricco di particolari costruttivi e collezioni botaniche che mi fosse mai capitato di ideare prima.

Il mio amico Paolo è un visionario: subito dopo che abbiamo visto insieme la sua nuova proprietà ha fatto demolire la casa e l’ha fatta riedificare chiedendomi prima come ristabilire un rapporto più sincero con il nuovo giardino. Nel giardino della proprietà precedente come progetto vigeva soltanto una pallida ostentazione di status symbol in stile anni Sessanta e questo non si identificava affatto nella nostra comune idea di giardino. Inoltre gran parte della proprietà prima era stata solo un semplice campo di foraggio e, data la collocazione contraddittoria, era come se quel luogo avesse due anime scollegate tra loro. Da una parte, un lato affacciato sui calanchi pre-appenninici e dall’altra, il versante opposto con la sua inedita vista sulla pianura che, da un delicato passaggio dalla campagna emiliana sonnecchiante in primo piano, conduce lo sguardo fino a capannoni lontani che costeggiano l’autostrada. Uno scenario inconciliabile col primo che, di notte con le sue luci tremolanti all’orizzonte, enfatizza un contesto urbano che non è così grande, ma che inganna fino a pensare ci sia Los Angeles all’orizzonte. Complice una lunga siepe di carpino preesistente ho disegnato un giardino fatto a scatola cinese, con muri di siepi, con 12 stanze piene di collezioni di piante, vasche, pergole, rarità botaniche, una piscina, la serra e un grande orto. Ecco come è nato il giardino semplice di Paolo che oggi fa parte del circuito dei giardini di Grandi Giardini Italiani, ed ecco perché una sera, seduti a bere vino in giardino, Paolo mi ha sorriso e ha detto: “…non avremo esagerato?”.

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